La porta del mondo

Cercemaggiore (Cb)


 

Presentazione del Monumento all emigrante

 

La porta del mondo 

 

Per chi realizza un monumento è sempre occasione particolarmente fortunata potersi accostare a grandi temi della storia,alle radici dell’anima di una collettività.

L’emigrazione ha fatto la storia del Molise, è la storia del Molise, la storia di tutte le nostre famiglie. E’ stata ed è sofferenza distacco, nostalgia, ma è anche costruzione, progresso evoluzione. 

L’emigrazione è la porta sul mondo,ma il mondo è sulla soglia,si fonde alla porta in un orizzonte comune. La conquista del mondo  è sulla soglia di casa, è la casa :la casa comune di etnie e di culture che si riconoscono e si integrano per crescere insieme.

Per l emigrante, la porta di casa è sempre nel cuore, dovunque vada, dovunque lavori ;è il simbolo della sua appartenenza,sempre aperta sul ritorno, sempre pronta ad accogliere con calore e simpatia chiunque voglia varcarla per necessità o per amore di conoscenza.

Nel mondo di oggi, dove ogni distanza fisica è vanificata occorre riflettere e impegnarsi perchè altre distanze, quelle interiori, ben più dolorose e laceranti, si riducano a poco a poco.

Nel monumento realizzato a Torella cercai di raccontare il peso, la sofferenza e la fatica dell’emigrazione ; in questo ho voluto  rappresentare la speranza :e la .speranza è la porta aperta sul mondo.

« Aprite, spalancate le porte del cuore » disse Giovani Paolo II nel suo primo discorso. E quelle parole cambiarono la storia del mondo.

La sofferenza dei nostri emigranti ha fertilizzato il nostro progresso ed ha aperto alle generazioni future nuove prospettive e nuovi sogni,ma è nello stesso tempo un patrimonio di esperienza e di saggezza indispensabile a capire il mondo di oggi ed a renderlo forse, migliore ;ma perchè questo avvenga occorre avere la porta dell’anima sempre aperta sul mondo a guardare lontano, con sguardo stupito, verso l’orizzonte.



Izzi Fernando