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Senza Ritorno Duronia (Cb) |
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Presentazione del Monumento ai caduti di Monongah
Senza Ritorno
Rivolgo a tutti voi un caloroso saluto, ed in modo particolare all’amministrazione comunale che ha voluto ricordare, con il monumento che è stato inaugurato, la grande tragedia che si consumò un secolo fa a Mononghan. Come tutti ben sapete quel giorno un migliaio di quei minatori anche di giovane età rimasero sepolti nelle viscere delle miniere. 36 di essi erano di Duronia. Quei 36 figli di Duronia, come gli altri sventurati, con il loro sacrificio, oltre a scrivere una tragica pagina nella storia dell’emigrazione, hanno onorato e tuttora onorano la nostra terra. Nel realizzare questa opera mi sono sentito anch’io assai onorato e commosso, giacché questo mio lavoro, concepito soprattutto con grande umiltà diventa in questo posto il simbolo di quei 36 che non sono più tornati. La mia opera è intitolata “SENZA RITORNO”. Alla base, in primo piano e sezionato, c’è Duronia, che rappresenta, per tutti, ed in particolare per chi è emigrato, nostalgia legami di sangue, l’orgoglio dell’appartenenza, la festa del ritorno, la continuità. Alla base del pannello potete notare il porto di Napoli, sullo sfondo il Vesuvio, il sole che sorge, dal molo c’è chi con il cuore in gola, saluta al suo caro mentre il bastimento prende il largo facendo rotta per terre lontane. Appena sopra ho rappresentato la città eterna, con Castel Sant’Angelo e sullo sfondo l’inconfondibile cupolone di Città del Vaticano, a suggellare la benedizione di Dio. Ancora sopra si ergono imponenti: il ponte di Brooklyn le la Statua della Libertà. Il ponte rappresenta il progresso. La statua della libertà oltre a rappresentare gli Stati Uniti rappresenta il sogno americano. Poi una interruzione pone termine alla fine della vita terrena; sopra di essa una voragine divina chiama a se quei 36 angeli che non tornano più. Per loro il sogno americano finì quel giorno e in quei pochi attimi di lucidità prima di varcare la soglia del mondo eterno il pensiero si è fermato a quel ricordo del legame di sangue, agli affetti e alla terra che li ha accompagnati senza mai abbandonarli nel viaggio senza ritorno. Fernando Izzi
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